Diario di una rompiballe senza arte nè parte: una valvola di sfogo contro il logorio della vita moderna per me che non bevo il Cynar


mercoledì 25 giugno 2008

il mio parto

30 aprile 07


Venerdì 16 marzo sono iniziati i primi dolori, invece di andare in ospedale sono andata dall'ostetrica in consultorio che mi ha visitato e mi ha detto di aspettare che il dolore si intensifichi e che sia più ravvicinato. Aspetto tutto il giorno e la sera vado a fare un monitoraggio. Troppo presto mi dicono, ritorni quando le contrazioni saranno ravvicinate di tre minuti. Ok, alle tre di notte prendiamo la macchina e ci ritorniamo, ormai erano a tre minuti, respira respira respira. Faccio il monitoraggio, non risultano grosse contrazioni ma mi ricoverano. Passo tutto il sabato in sala travaglio a respirare, l'ostetrica mi fa fare una doccia calda e il dolore comincia a diminuire. La sera il ginecologo mi dice: falso travaglio, succede. Se stanotte non prosegue domattina la rimandiamo a casa. Ok. Mi metto a letto, spedisco mio marito a casa che era distrutto pure lui e aspetto speranzosa. La notte i dolori ricominciano, esattamente come lanotte precedente, km e km di tracciato e loro mi dicono che non sono troppo forti eeeeeeeeehhhhh? urka1 dico ma siamo matti? e che dolori mi devono venire per partorire allora? si faccia una doccia, ok mi faccio la doccia e i dolori diminuiscono. La mattina mi visitano, la dilatazione non è cambiata, sempre tre centimetri. Mi dicono, decida, o va a casa o le facciamo la flebo, del resto ormai ero alla 41 settimana. Voglio la flebo subito, a casa non ci torno manco morta. Aaargh
Alle 10.30 di domenica mattina mi fanno l'ossitocina, iniziano i dolori quasi subito, respira respira respira, dopo un pò è impossibile resistere, voglio l'epiduraaaaaaaaaleeeeee, ok aspetti che le chiamo il dottore. Arriva il ginecologo e mi fa epidurale????? ma lei è già pronta per la spinta (in effetti trattenere la spinta era impossibile, ne avevo troppa voglia), preparate la sala parto che ci siamo. Mi portano in sala parto, un'ostetrica sulla pancia, il ginecologo che taglia, quel santo di mio marito che mi tiene la testa e mi aiuta psicologicamente (meno male che c'era), un kiwi e Luca esce alle 13.55, 3,710 kg per 53 cm di lunghezza, un bimbone...... meraviglioso. Chiedo al ginecologo, ma mi avete tagliato? non ho sentito nulla, e lui per forza con un bimbone così pretendeva che non la tagliassimo?.... ah il bimbo era messo a faccia in su, tanto per non farci mancare nulla. Ora Luca ha un mese e mezzo, dorme mangia e caga, da cui il soprannome di "er caccola".
E' un'esperienza meravigliosa, la sensazione di gioia e soddisfazione che si prova immediatamente dopo il parto è una cosa indescrivibile, è vero che ne vale la pena ed è vero che immediatamente dopo ci si dimentica tutto

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