Diario di una rompiballe senza arte nè parte: una valvola di sfogo contro il logorio della vita moderna per me che non bevo il Cynar


domenica 24 maggio 2009

Riflessioni notturne su una generazione

Mi sento particolarmente vecchia quando faccio certe riflessioni, eppure ci siamo passati tutti, chi prima chi dopo: tutti siamo stati adolescenti.
Ricordo quando alle superiori chiesi a mia madre di spendere 100 mila lire per comprarmi un paio di pantaloni che sarebbero andati larghi anche ad un lottatore di sumo, ma andavano di moda e io con quei jeans mi sentivo meglio....perchè? e chi lo sa, non esaltavano le curve, non erano obbiettivamente belli, eppure il potere del gregge è più forte di ogni buon senso.
E col senno di poi mi fa arrabbiare che la mia sicurezza nei confronti del mondo, delle persone che mi circondavano, dipendesse da uno stupido paio di jeans (brutti).
Osservo gli adolescenti di oggi e mi rendo conto che nulla è cambiato, a parte la misura dei jeans e mi chiedo come mai questa sia una tappa obbligatoria della nostra vita. Tutti quanti (a parte qualche raro caso di stoici) abbiamo vissuto una parte di vita in cui l'apparenza era tutto, c'è chi poi lo ha fatto diventare un mestiere chi invece l'ha rimosso e chi ancora come me se ne ricorda con un pò di vergogna mista a rabbia.
Forse è solo una mia impressione, però mi pare che più si va avanti e più si peggiora. Le ragazzine emo/truzze/trendy/similparishilton sembrano spaventosamente irrecuperabili, eppure verrà un giorno anche per loro in cui si renderanno conto di essere state ridicole oppure no?

1 commento:

ETA ha detto...

Concordo in pieno e aggiungo che la mia più grande preoccupazione è che oggi non basta più avere un determinato pantalone o una specifica maglia per appartenere ad un gruppo. Oggi ci si droga, si beve (cosa che forse si faceva anche in passato) però in più si stuprano le ragazzine, si bruciano i barboni, si buttano i sassi dal cavalcavia. Questo è il gregge che oggi i giovani seguono e la cosa è a dir poco terrificante per i nostri figli oggi, per ciò che diventeranno domani e per noi stessi.

elisabetta