Diario di una rompiballe senza arte nè parte: una valvola di sfogo contro il logorio della vita moderna per me che non bevo il Cynar


venerdì 8 ottobre 2010

Sogno n.1

Ci avevo provato tempo fa, a scrivere sul blog i sogni che facevo di notte. Poi rileggendoli ho pensato che chi passava di qua mi avrebbe preso per pazza, visto che 90 volte su 100 i sogni sono incubi degni dei migliori film di Dario Argento, forse anche più subdoli. Così li ho cancellati.
Stavolta ci riprovo, visto che tutto sommato quello che andrò a raccontare non è poi così terribile.

Mi trovo in un edificio, un vecchio casolare di quelli di una volta dove ci si trovava anche la stalla. Scendo le scale ed esco ritrovandomi in un cortile che è in comune con altre case. Cammino e raggiungo l'uscita, incontrando un vecchio compagno delle elementari che mi chiede cosa ci faccio lì, e io gli rispondo che sono in vacanza e sono tornata a casa per un pò. Proseguo il cammino, assieme a tante altre persone che vanno e che vengono, tutte sulla stessa strada, che è una strada sterrata e passa attraverso un campo di grano maturo. Non so, o forse non ricordo, dove sto andando, ma ad un tratto mi giro e non mi sorprendo quando vedo che in cielo si è alzata una grossa nube nera e mi rendo conto che siamo tutti in pericolo perchè so che quella nube è lì per ucciderci tutti. Accelero il passo e raggiungo la fine della strada dove c'è una scala che porta in una stanza seminterrata, entro e assieme a me entra una ragazzina che non ho mai visto in vita mia. Aspettiamo e la nube si trasforma in tornado, passa sopra al nostro edificio e iniziamo a tossire perchè un pò di fumo entra dalla finestra, ma poi passa. La nube se ne è andata e sempre dalla finestra vedo arrivare un gruppo di persone, dirette proprio verso di noi.
Poi, ricordo solo di essere in un'edicola e sto raccontando questa cosa a mio marito che mi dice che quella è la trama di un fumetto, e infatti io che prima pensavo di essere una delle protagoniste mi rendo conto che due ragazze erano entrate dentro al seminterrato, ma io non ero una di loro. Secondo mio marito il fumetto si chiama "Teo" (da una breve ricerca su internet non ho trovato fumetti con questo nome, ma se uno fa tanto di crederci ricordo che "teo" in greco vuol dire Dio). Essendo noi dentro ad un'edicola ci mettiamo a cercare questo fumetto e lo troviamo. Ha la copertina blu, non c'è nessuna immagine sopra, e ci sono soltanto due copie, la numero 1 e la 2. Una ragazza mi raggiunge e prende la 1 poi vede che sono interessata e fa per restituirmela, io gliela ridò dicendole che tanto conosco già la storia, compro la 2, ma mi sveglio prima di riuscire ad aprirla.
Fine


Senza volerci vedere nulla di apocalittico o di divino, comunque questo sogno m'è rimasto molto impresso, è uno di quei sogni che poi ti lascia una sensazione strana per tutta la giornata.

Siccome sono una pippa in disegno, qui sotto metto qualche immagine pescata da internet che vi possa far "entrare" nell'atmosfera del mio sogno:




2 commenti:

ETA ha detto...

ma la sensazione che ti ha lasciato è positiva o negativa?? in fin dei conti sei scampata a quella che dovrebbe essere stata la fine del mondo giusto?

Nutella ha detto...

non so, non ero terrorizzata, e poi comunque dopo viene fuori che non ero io quella in pericolo, ma era un fumetto quindi non mi sono svegliata urlando sudata se è questo che intendi, è stato solo tutto molto strano.