Diario di una rompiballe senza arte nè parte: una valvola di sfogo contro il logorio della vita moderna per me che non bevo il Cynar


mercoledì 29 giugno 2011

Si guarisce dal dap?

Mi sono detta: quella volta che passerò una notte da sola potrò dirmi 'guarita' dagli attacchi di panico. Questa è QUELLA volta. Ogni dappista che si possa definire tale ha un tallone d'achille che lo caratterizza, c'è chi non vuole andare in determinati posti, chi detesta la solitudine, chi il caldo ecc ecc il mio tallone d'achille è la solitudine notturna, credo che siano più di 10 anni che non passo una notte da sola, che la evito come la peste; e invece stavolta non ho potuto, perchè ad essere schifosamente sinceri se avessi potuto evitarlo lo avrei fatto senza tanti complimenti. Però questa è una vittoria per me, magari può sembrare una cazzata a chiunque altro e probabilmente lo è, ma rappresenta qualcosa di importante.
Passati ormai 17 anni dal primo attacco di panico ho capito che la definizione di guarire non sta nell'eliminare completamente gli attacchi di panico, ma accettarli se arrivano e non farsi condizionare la vita da loro. E accettare le giornate no perchè sono parte della vita di ogni singola persona di questo mondo, perchè le mie non sono più terribili di quelle degli altri, è il modo di affrontarle che dev'essere diverso: la predisposizione d'animo. Ridere di sè stessi per quello che ci succede, sminuire il 'problema', accettare ciò che succede ascoltando il corpo che si lamenta delle emozioni trattenute per troppo tempo, ecco la strada che sto percorrendo. Il dap è egoismo, è pensare che i miei problemi sono più grossi e invalicabili di quelli degli altri, è avere il tempo libero per stare male, perchè quando di tempo non ne hai, quando la tua giornata è piena di altro, non c'è posto per il panico. E allo stesso tempo è presunzione di volerlo scacciare per sempre, quando invece fa parte di noi e bisogna accettarlo come si accetta il raffreddore.



Scrivo queste parole con un pò di vergogna pensando alle persone (soprattutto quelle che mi conoscono) che potrebbero leggerlo, ma ho bisogno di metterlo per iscritto, per ricordarmi chi ero e ciò che pensavo semmai un giorno avessi bisogno di rileggerlo e ritrovare lo spirito con cui sto affrontando ora questa serata. In realtà la notte è appena iniziata, magari mi sveglierò nel cuore della notte coi sudori freddi e la fame d'aria, pazienza, sono contenta di non essermi fatta prendere dall'ansia anticipatoria, di aver passato una giornata serena in compagnia del mio bimbo e di aver evitato che le persone che mi stanno accanto debbano sempre rinunciare a qualcosa o modificare i loro piani per colpa mia, questa volta non è successo, comunque vada.

4 commenti:

ETA ha detto...

Bravissima!!!! Non è vero che è una cazzata. Ognuno di noi ha una stanza buia e piena di paure; chi degli attacchi di panico, chi degli insetti, chi degli spazi chiusi ecc ecc ecc.

Tu sei entrata dentro quella stanza buia e piena di paure, magari lo hai fatto tremando un po e guardandoti intorno con circospezione ma la cosa importante è che ci sei entrata.

Io sto ancora fissando la serratura della mia porta peccato che sono al suo esterno.

Brava nadia!

Calidreaming ha detto...

poi la notte come è andata?

Nutella ha detto...

non lo so, dormivo

Anonimo ha detto...

Bella conquista, hai espresso molto bene sia le paure, sia le conquiste, qualche volta le mamme possono imparere dai figli.....
ciao