Diario di una rompiballe senza arte nè parte: una valvola di sfogo contro il logorio della vita moderna per me che non bevo il Cynar


giovedì 15 settembre 2011

Cara Maria Stella Gelmini

Sono una mamma di un bimbo di 4 anni che quest'anno frequenterà il secondo anno di asilo. Oggi ho partecipato alla riunione di inizio anno e come l'anno scorso vedo che le cose non sono cambiate per niente. L'asilo statale di mio figlio è una piccola realtà ma indispensabile per chi vive in un quartiere un pò distante dal resto della città. Non credo però che questa precisazione influisca molto sulle condizioni in cui si trova, perchè a quanto sento anche gli altri asili, credo di tutta Italia, non sono stati più fortunati.
Le maestre non possono e non vorrebbero chiedere ai genitori di sopperire alle mancanze che questo Governo non è in grado di sopperire, ma si vedono costrette a precisare che senza il nostro libero e, ci tengo a dirlo, non obbligatorio contributo, i bambini non sarebbero in grado nemmeno di fare un semplice disegno su di un foglio. Questo perchè? perchè non ci sono fondi, nemmeno per i pennarelli e la carta. Non ci sono fondi per portarli ai musei, a teatro, non ci sono fondi nemmeno per far fare loro un semplicissimo laboratorio nella loro aula. Senza la disponibilità e il sacrificio (monetario si intende perchè di questo alla fine si tratta) dei genitori, senza la buona volontà delle maestre che si ingegnano attività a costo zero o rimettendoci a volte di tasca propria non solo per il bene dei loro alunni ma anche per trovare soddisfazione nel loro lavoro, i nostri figli verrebbero lasciati alla scuola materna così come si lascia una macchina in un parcheggio: ecco qual è la realtà in cui mi sono imbattuta in questi due anni. Chissà che cosa mi aspetta in futuro. Si vergogni.

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