Diario di una rompiballe senza arte nè parte: una valvola di sfogo contro il logorio della vita moderna per me che non bevo il Cynar


giovedì 15 novembre 2012

2+2=5 Calcoli, coliciste ed infermieri

Cronistoria di un'avventura all'ospedale

Per una serie di sintomi che non sto qui ad elencare (un pò per privacy, un pò per evitarvi letture poco piacevoli) mi reco al pronto soccorso; qui vengo visitata, e durante l'ecografia per controllare che l'addome fosse a posto mi vengono trovati numerosi calcoli nella cistifellea. Inizialmente questo particolare viene tralasciato perchè i sintomi non paiono essere correlati al problema dei calcoli. Seguono quindi altri esami: coprocoltura, urinocoltura, esami per la celiachia, esami per il diabete, risultato tutto nella norma. 
Il medico di base decide quindi di indirizzarmi verso uno specialista, un gastroenterologo dell'asl, il quale, con una certa sicurezza mi fa capire che tutto è collegato e che quindi i sintomi che manifesto sono da attribuirsi proprio alla cistifellea; per evitare che il problema peggiori e che ci sia bisogno di un intervento tempestivo in una condizione fisica peggiorata mi consiglia di andare da un chirurgo per mettermi in lista per una colicistectomia programmata. Mi prescrive con ricetta una visita chirurgica urgente e mi indirizza verso l'ambulatorio di chirurgia la mattina stessa. Mi reco con tale ricetta verso l'ambulatorio e mi viene detto che in giornata c'erano molte persone e che quindi potevo ritornare o dopo le altre visite, oppure la settimana successiva (un mercoledì alle ore 11), perchè essendo la visita urgente loro avevano l'obbligo di visitarmi il prima possibile.
Decido, in base ai miei impegni, di ritornare la settimana successiva, e alle 11 mi presento puntuale. Qui scopro che però ci sono ancora molte persone davanti a me, quindi prendo il numero e attendo il mio turno (la visita poi verrà effettuata all'1.30). Durante la visita mi viene detto che avendo io fatto l'ecografia in pronto soccorso non c'è referto da consultare, ma solo due righe scritte dal dottore di turno al pronto soccorso quel giorno, che per il tipo di sintomi sarebbe stato meglio ci fosse il chirurgo e non la dottoressa, praticante del chirurgo. Quest'ultima scrive quindi due righe al mio medico di base dove precisa che 'si richiede etg addome completo urgente per sospetta litiasi colicistica' e a me spiega che molto probabilmente se l'ecografia la facessi privatamente i tempi sarebbero minori. A consulto con le infermiere mi viene detto che non appena ho in mano l'ecografia, al venerdì o al lunedì al più tardi posso ritornare da loro, in modo da proseguire l'iter necessario per eseguire l'operazione di colicistectomia. 
Il giorno successivo, giovedì, mi reco dal mio medico di base per fargli avere il foglio della dottoressa, il quale mi fa sapere che l'ecografia me la poteva prescrivere con urgenza direttamente lei, e che esiste un apposito riquadro nella ricetta dove viene specificata l'urgenza di tale prestazione. Con la ricetta urgente, infatti, il giorno successivo, ossia venerdì pomeriggio, faccio l'ecografia.
Al lunedì, come mi era stato detto, mi presento presso l'ambulatorio di chirurgia, dove attendo nuovamente la fine delle visite, sempre prendendo il numero, e quando viene il mio turno l'infermiera esce e riconoscendomi mi fa saper che in quella giornata non è presente la dottoressa che mi aveva visitato la volta precedente, e che quindi sarei dovuta ritornare mercoledì per non dover raccontare di nuovo tutta la sintomatologia ad un nuovo chirurgo. Mi viene detto di tornare alle 11, conoscendo la tempistica delle visite, chiedo se per caso non è meglio ritornare più tardi delle 11, ossia quando tutti gli altri pazienti sono stati medicati e visitati. Mi viene detto che alle 11 loro di norma terminano con gli appuntamenti e che quindi non è necessario venire più tardi. Me ne torno a casa e mi ripresento due giorni dopo, al mercoledì alle 11 e mi ritrovo così di nuovo in coda come le volte precedenti. La stessa infermiera mi spiega che prima devono fare tutti gli altri pazienti, che con me sono stati gentili a farmi passare avanti le altre volte (mentendo), e che quindi dovevo prendere il numero ed attendere il mio turno. Le ho spiegato che era stata lei a dirmi di tornare a quell'ora e che lunedì mi avevano fatto venire per niente, dal momento che il chirurgo che mi aveva seguita quel giorno non faceva ambulatorio. Mi è stato risposto che avrei dovuto prendere il numero e basta.
Per dovere di cronaca, informo che ho deciso di cambiare struttura ospedaliera e farmi seguire da un'altra parte.

1 commento:

elisabetta ha detto...

non è molto lo so ma almeno qui scrivilo in quale ospedale sono all'ordine del giorno questi trattamenti..... se non hai qualcosa te la fanno venire a suon di nervoso schifosi!!!!!!!