Diario di una rompiballe senza arte nè parte: una valvola di sfogo contro il logorio della vita moderna per me che non bevo il Cynar


domenica 5 giugno 2016

Esperimento: Senza facebook



Chissà quanti ci hanno già provato. A disattivare facebook intendo. Per stanchezza, per insofferenza, per curiosità. 
A me è venuta la malsana idea così per caso, mentre lavavo il pavimento: pensavo innanzitutto al fastidio che provavo tutte le volte che un argomento diventava sovraesposto e per cui tutti avevano bisogno di dire qualcosa al riguardo, persino io; alle persone che volevo cancellare ma che incontravo tutti i santi giorni. Poi ho pensato egoisticamente e vanitosamente a chi si accorgerebbe della mia assenza, in quanto tempo e in che termini: disattivare un profilo oppure  non pubblicare più niente sono due cose molto diverse. 

'Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?' (Nanni Moretti).

E così è iniziata la mia disintossicazione, perchè alla fine di questo si tratta: quando prendi il telefono senza un motivo e tocchi l'icona blu come gesto automatico devi porti un paio di domande su quanto sia 'sano' perseverare. 
E' iniziata in maniera dolce disinstallando semplicemente l'applicazione sul cellulare e imponendomi di andarci solo dal pc che ormai non accendevo neanche più se non per pagare le bollette. Poi mi sono resa conto che nei momenti di noia accedevo a facebook senza l'utilizzo dell'applicazione ma sempre dal telefono, così solo per dare un'occhiata anche se con molta meno frequenza di prima. Allora ho deciso che basta e ho disattivato facebook, ma senza cancellare il profilo, che resta lì congelato e invisibile agli altri, ma a disposizione semmai un giorno volessi ritornarci.
A distanza di un paio di mesi devo dire che non mi manca affatto, se non per alcune ricerche su google che mi riportano ad aprire costantemente pagine facebook che hanno sostituito i siti internet per promuovere eventi, locali e manifestazioni. Le uniche persone che si sono accorte subito della mancanza, o che perlomeno mi hanno chiesto spiegazioni, sono state le mie care amate zie lontane che evidentemente si erano sentite più partecipi della mia vita da quando avevano deciso di registrarsi anche loro sul social. E ovviamente i genitori, che spaventati mi hanno telefonato apposta per sapere cosa era mai successo tipo un paio d'ore dopo :D (mio papà si disattiva di continuo ogni qualvolta lo fanno incazzare, ma poi torna perchè sotto sotto è un pò portinaia impicciona).
Nel primo mese di disattivazione ho letto 3 libri (non leggevo più da mesi), e 'incredibilmente' riesco comunque a tenermi al passo con gli accadimenti del mondo, per di più senza condizionamenti dell'opinione pubblica. 
Insomma, non è così terribile come mi immaginavo, anzi, si sta proprio bene e considerando che in questo momento sto anche aggiornando il blog direi che per me è un'esperienza solo che positiva. Provate anche voi.

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